Auto-controllo delle Acque

Auto-controllo delle Acque

La convenzione di Manila (MLC 2006) ha previsto una serie di regole atte ad assicurare che la gente di mare abbia accesso ad una alimentazione di buona qualità, compresa l’acqua potabile, fornita in condizioni di igiene stabilite dalle norme (Title 3. Accommodation, recreationalfacilities, foodand catering -Regulation3.2 –Foodand catering).

Il C.I.R.M., da sempre impegnato nella salvaguardia della salute dei marittimi, ha sviluppato il seguente protocollo di autocontrollo delle acque potabili per offrire alle società armatrici un valido strumento per farsi trovare pronte durante le procedure in materia di verifica di conformità

come previsto dal Titolo 5 della MLC 2006 (Title 5. Complianceand enforcement).

CHE COSA E’ L’ ACQUA POTABILE

Per definizione, è detta potabile, l’acqua che può essere bevuta o impiegata nella preparazione degli alimenti senza pregiudizio alcuno per la salute. I danni alla salute possono derivare da contaminanti, di natura chimica o microbiologica, che l’acqua può raccogliere durante il suo ciclo; contaminanti che possono essere naturalmente presenti nell’ambiente, o perché dispersi dalle attività umane. L’ acqua è considerata potabile se presenta i requisiti di qualità riportati da apposite norme che stabiliscono i limiti massimi ammissibili per i parametri chimici e microbiologici che devono essere determinati per caratterizzare e stabilire se un’acqua potabile può essere definita tale. I limiti sono stati stabiliti tenendo conto dell’assunzione massima giornaliera su lunghi periodi, della natura del contaminante e della sua eventuale tossicità.

I sali contenuti nell’acqua derivano dal naturale processo di dissoluzione dei minerali costituenti le rocce ed i suoli normalmente attraversati dall’acqua. Il contenuto salino di un’acqua dipende dal tipo di roccia attraversata e dal tempo di contatto. In certi casi esso rimane pressoché costante nel tempo per qualità e quantità ed è tipico di quell’acqua. I sali disciolti sono presenti come particelle cariche sia positive che negative (ioni): l’acqua potabile è quindi una soluzione di ioni (ione calcio, ione sodio, ione bicarbonato, ione cloruro, ecc.) in concentrazione (quantità in peso per litro) ottimale. Gli ioni presenti nell’acqua sono importanti per gli organismi viventi le cui cellule svolgono le proprie funzioni perché sono immerse in soluzioni saline a concentrazione costante;    i   sali   assunti   con   l’acqua

contribuiscono a mantenerle nel giusto equilibrio. L’acqua distillata è da considerare non potabile perché priva di sali disciolti, lo stesso vale per l’acqua piovana o di fusione della neve e per la sua assunzione (in condizioni estreme) è consigliabile usare degli integratori salini. Ma quale è il quantitativo ideale di ioni nell’acqua potabile? In Italia è in vigore il Decreto Legislativo 2 febbraio 2001, n.31 “Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano” che disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano al fine di proteggere la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque, garantendone la salubrità e la pulizia e fissa i valori di parametro che devono essere rispettati.

 ACQUE POTABILI

La contaminazione chimica può avere cause naturali o derivare dall’attività dell’uomo collegata ad insediamenti urbani, industriali o agricoli-zootecnici.

I contaminanti di natura microbiologica sono quei microrganismi che, se ingeriti con l’acqua, possono provocare un danno alla salute del consumatore; sono, di fatto, microrganismi patogeni cioè responsabili di malattie a trasmissione fecale-orale. Questi microrganismi sono emessi dall’individuo infetto con le feci che possono contaminare il suolo, e l’acqua che vi scorre. L’acqua funge da veicolo nella diffusione dell’infezione verso altri individui che a loro volta berranno l’acqua contaminata o consumeranno alimenti con essa preparati. A tale proposito bisogna ricordare che i batteri patogeni possono moltiplicarsi negli alimenti aumentando la carica infettante. Le malattie che possono essere trasmesse attraverso l’acqua sono alquanto numerose e sono causate da organismi quali elminti, protozoi, miceti (funghi), batteri e virus. Quindi, per stabilire se un’acqua è potabile sotto il profilo microbiologico basterebbe accertarsi che non sia contaminata da microrganismi patogeni. Ma la loro varietà e la loro ricerca è lunga e laboriosa; per tale motivo vengono ricercati i cosiddetti “indicatori di contaminazione fecale” ossia batteri (coliformi e streptococchi) normalmente presenti in gran numero, rispetto ai patogeni, nelle feci umane ed animali. La presenza di questi batteri in un’acqua ne indica la contaminazione fecale e la sospetta presenza di patogeni. In tali condizioni, pertanto, l’acqua non può essere considerata potabile.

E’ sconsigliabile bere acqua non controllata perché non valgono requisiti come la limpidezza, la freschezza e l’isolamento della zona per garantire l’assenza di rischio.

CONCLUSIONI

Forse ora è più facile capire perché è sempre più difficile trovare acqua potabile in natura: alterazioni di carattere chimico omicrobiologico, o ambedue, concorrono a rendere spesso non potabili anche acque limpide, fresche e assolutamente insospettabili. Un’acqua può essere dichiarata idonea all’uso potabile solo quando è stata analizzata sia sotto il profilo chimico, che microbiologico: nessuna altra indicazione (assenza di torbidità, gradevolezza, isolamento ambientale della sorgente) costituisce un elemento sufficiente per dichiarare un’acqua “buona” o esente da rischi. La necessità di acqua è in continuo aumento, le risorse sono limitate e sempre più spesso bisogna ricorrere ad acque superficiali, con l’impegno di risorse e di mezzi complessi per renderle utilizzabili (ad esempio processi di potabilizzazione, controlli analitici in continuo con sistemi automatici e di laboratorio, misure di salvaguardia delle risorse ecc.). Le acque fornite agli utenti tramite acquedotto possono talvolta presentare qualche alterazione del sapore e dell’odore perché “nascono” sempre più raramente da acque di buona qualità all’origine, ma più spesso vengono prodotte da laghi o fiumi mediante processi di potabilizzazione; le acque distribuite in rete sono però sicure sotto l’aspetto chimico e microbiologico perché costantemente controllate.

Indicazioni per l’uso del FOTOMETRO MONOPARAMETRO e Autocontrollo del Cloro

 Dopo un breve corso che verrà effettuato dal personale di Telemedicina del CIRM, un ufficiale di bordo (Master, 1°ufficiale di coperta, 2°ufficiale di coperta, 3°ufficiale di coperta) avrà l’abilitazione a svolgere mensilmente il controllo delle acque in cisterna. Il controllo verrà effettuato con un Fotometro Monoparametro. Questo controllo darà in tempo reale la concentrazione di Cloro presente nell’acqua (il cloro viene utilizzato per disinfettare l’acqua). I risultati verranno registrati su un file (formato pdf fornito dal CIRM) e inviati via mail presso la sede di Roma dove verranno registrati e controllati i vari parametri. Il CIRM farà così un controllo in remoto della qualità e quantità del cloro presente nelle varie cisterne della nave. Il CIRM durante la visita semestrale di Sorveglianza Sanitaria effettuerà poi il campionamento di acqua in due punti diversi della nave. Le analisi verranno effettuate presso un laboratorio di batteriologia.

Il fotometro monoparametrofornisce risultati accurati e riproducibili in modo molto veloce e di facile utilizzo da parte dell’operatore. Le analisi sono effettuate usando reagenti in compresse predosate a lunga conservazione, anche fino a 5 o 10 anni.

Per maggiorni informazioni:

info@cirmservizi.it

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